Saline dei Monaci

La salina, detta dei Monaci perché fu gestita dai monaci benedettini di Aversa fino al 1404, si estende per circa 250.000 metri quadrati a ridosso di un tratto di dune litoranee poste a ovest di Torre Colimena.
Si tratta di una depressione, chiusa da dune verso il mare e da colline dalla parte di terra, in cui l’acqua marina in un primo tempo versata dalle mareggiate, poi incanalata in due condotti tagliati nella scogliera tufacea, fu regolata nell’afflusso da apposite chiuse di legno, i cui alloggiamenti sono ancora visibili.
L’estrazione del sale, per secoli attuata in questa salina poiché attività remunerativa, è testimoniata dalla presenza di un deposito costruito sulla rocciosa riva nord della stessa con conci ben squadrati di calcarenite (tufo). Addossata a questo stabile vi era una torre (ora ridotta a un rudere). A ovest del deposito, a pochi metri di distanza, si trova una chiesetta, dedicata alla Madonna del Carmelo, anch’essa ormai in forte stato di degrado. Benché lo spettacolo architettonico che si presenta al visitatore sia desolante, l’area circostante è particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico, sia botanico sia faunistico. La Salina dei Monaci è stata, infatti, inclusa nei S.I.C. della “Rete Natura 2000” ed è divenuta Riserva Regionale Orientata con Legge Regionale n°24 del 23 dicembre 2002.
In quest’habitat cresce rigogliosa la flora alofila del limo, la macchia mediterranea (soprattutto mirto, lentisco, corbezzolo, timo, erica), la gariga di tipo arbustivo e la votazione di tipo erbaceo.
In primavera garzette, cavalieri d’Italia, martin-pescatori, fenicotteri rosa e tanti altri uccelli scelgono la salina come zona di sosta dove trovare nutrimento.

 

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