Oria

Indirizzo: Via Epitaffio
Sito web: www.comune.oria.br.it
CAP: 72024
Prefisso: 0831
Abitanti: 15.437

La fondazione di Oria, secondo Erodoto, avvenne quando un gruppo di cretesi naufragò lungo le coste salentine non lontano da Oria. I cretesi scelsero il colle più alto per iniziare la costruzione della città in quanto da lì potevano ben controllare tutto il territorio circostante. Diedero a tale città il nome Hyria.

Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria: infatti abbiamo una concentrazione probabilmente di capanne sul colle più alto della città, come attestato dalla libera università di Amsterdam. Oria divenne la capitale politica della confederazione messapica, intessendo rapporti sia con centri della Messapia che con città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse all'apice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con l'indebolire sia i Messapi che i Tarantini. Nel 272 a.C. Taranto e di lì a poco i Messapi finirono nella sfera d'influenza di Roma; Oria non perse però la sua importanza. Nel 88 a.C. divenne municipio romano.

Tra VIII e X secolo, la città di Oria raggiunge il suo massimo splendore culturale. Il suo prestigio e la sua fortuna sono dovuti soprattutto al suo ruolo di città nativa ed in alcuni casi adottiva di numerosi sapienti ebrei, tra i quali il figlio più illustre è dotto di Oria il filosofo e medico Shabbetai Donnolo. Donnolo, grazie al suo sapere e allasua perizia non comune, anticipa l'archiatra, figura tipica del basso medioevo Ahimaaz ben Paltiel e Shabbatai ben Abraham Donnolo hanno lasciato una cospicua documentazione attraverso il safer yosifon, il safer hackhmonì, e numerosi altri scritti, dell'attività medica, filosofica, legislativa e culturale della comunità oritana.  Con l'alto Medioevo, le fonti di natura ecclesiastica si fanno meno certe, e frutto di evidenti quanto grossolani falsi storici. Durante la guerra greco-gotica, Oria fu spesso devastata, come del resto gran parte dell'Italia meridionale. In seguito la città fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi nei pressi del centro abitato città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini. Nel corso del IX-X secolo fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. L'imperatore Ludovico II nel 867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città e ci furono numerose vittime.

Nell'XI secolo si assiste all'ascesa dei Normanni: nel 1062 fu conquistata da Unfredo d'Altavilla. Federico II; il Puer Apuliae ampliò nel 1225 il vecchio maniero normanno che a sua volta poggiava probabilmente su fortificazioni bizantine e forse, andando ancora più indietro nel tempo, messapiche. La città si ribellò a Manfredi, subì l'ennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche all'eroico Tommaso d'Oria. Sotto il dominio degli Angioini, Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata dal condottiero Giacomo Caldora. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.

Alle soglie del 1500 Oria dovette subire nuovi assedi; celebre l'aspra resistenza contro gli spagnoli che assediavano la città, salvata secondo la leggenda dal patrono san Barsanofio e dal valore di tutti i cittadini. Da questo momento in poi la città fu infeudata a diverse famiglie: nel 1572 san Carlo Borromeo alienò il feudo al vescovo di Cassano; per poi passare agli Imperiali di origine genovese. Dopo il XVI secolo comincia anche un lento declino dell'antica città, soprattutto a causa dello sviluppo del borgo di Francavilla Fontana. Nel corso del Settecento a cura di Michele Imperiali vengono restaurati alcuni monumenti della città, tra cui Porta Manfredi.

Nella seconda metà dell'Ottocento, nonostante la propaganda post-unitaria, non mancarono a Oria voci contrastanti l'unità: per citare solo un esempio negli atti di polizia contro associazioni e atti contro lo Stato, figurano parole oltraggianti la persona del re in casa di Luigi Lombardi. Vi sono anche altri atti di presunte riunioni sovversive in cui parteciparono cittadini oritani e dei paesi limitrofi. Il 21 settembre del 1897, la città venne investita da un potente ciclone che danneggiò gran parte dei monumenti antichi.

Durante le guerre mondiali il comune ha versato il suo contributo alla Patria: furono molti infatti gli oritani morti combattendo.

fonte: wikipedia.it

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Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria: infatti abbiamo una concentrazione probabilmente di capanne sul colle più alto della città, come attestato dalla libera università di Amsterdam. Oria divenne la capitale politica della confederazione messapica, intessendo rapporti sia con centri della Messapia che con città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse all'apice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con l'indebolire sia i Messapi che i Tarantini. Nel 272 a.C. Taranto e di lì a poco i Messapi finirono nella sfera d'influenza di Roma; Oria non perse però la sua importanza. Nel 88 a.C. divenne municipio romano.

Tra VIII e X secolo, la città di Oria raggiunge il suo massimo splendore culturale. Il suo prestigio e la sua fortuna sono dovuti soprattutto al suo ruolo di città nativa ed in alcuni casi adottiva di numerosi sapienti ebrei, tra i quali il figlio più illustre è dotto di Oria il filosofo e medico Shabbetai Donnolo. Donnolo, grazie al suo sapere e allasua perizia non comune, anticipa l'archiatra, figura tipica del basso medioevo Ahimaaz ben Paltiel e Shabbatai ben Abraham Donnolo hanno lasciato una cospicua documentazione attraverso il safer yosifon, il safer hackhmonì, e numerosi altri scritti, dell'attività medica, filosofica, legislativa e culturale della comunità oritana.  Con l'alto Medioevo, le fonti di natura ecclesiastica si fanno meno certe, e frutto di evidenti quanto grossolani falsi storici. Durante la guerra greco-gotica, Oria fu spesso devastata, come del resto gran parte dell'Italia meridionale. In seguito la città fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi nei pressi del centro abitato città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini. Nel corso del IX-X secolo fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. L'imperatore Ludovico II nel 867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città e ci furono numerose vittime.

Nell'XI secolo si assiste all'ascesa dei Normanni: nel 1062 fu conquistata da Unfredo d'Altavilla. Federico II; il Puer Apuliae ampliò nel 1225 il vecchio maniero normanno che a sua volta poggiava probabilmente su fortificazioni bizantine e forse, andando ancora più indietro nel tempo, messapiche. La città si ribellò a Manfredi, subì l'ennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche all'eroico Tommaso d'Oria. Sotto il dominio degli Angioini, Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata dal condottiero Giacomo Caldora. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.

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Nella seconda metà dell'Ottocento, nonostante la propaganda post-unitaria, non mancarono a Oria voci contrastanti l'unità: per citare solo un esempio negli atti di polizia contro associazioni e atti contro lo Stato, figurano parole oltraggianti la persona del re in casa di Luigi Lombardi. Vi sono anche altri atti di presunte riunioni sovversive in cui parteciparono cittadini oritani e dei paesi limitrofi. Il 21 settembre del 1897, la città venne investita da un potente ciclone che danneggiò gran parte dei monumenti antichi.

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Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria: infatti abbiamo una concentrazione probabilmente di capanne sul colle più alto della città, come attestato dalla libera università di Amsterdam. Oria divenne la capitale politica della confederazione messapica, intessendo rapporti sia con centri della Messapia che con città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse all'apice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con l'indebolire sia i Messapi che i Tarantini. Nel 272 a.C. Taranto e di lì a poco i Messapi finirono nella sfera d'influenza di Roma; Oria non perse però la sua importanza. Nel 88 a.C. divenne municipio romano.

Tra VIII e X secolo, la città di Oria raggiunge il suo massimo splendore culturale. Il suo prestigio e la sua fortuna sono dovuti soprattutto al suo ruolo di città nativa ed in alcuni casi adottiva di numerosi sapienti ebrei, tra i quali il figlio più illustre è dotto di Oria il filosofo e medico Shabbetai Donnolo. Donnolo, grazie al suo sapere e allasua perizia non comune, anticipa l'archiatra, figura tipica del basso medioevo Ahimaaz ben Paltiel e Shabbatai ben Abraham Donnolo hanno lasciato una cospicua documentazione attraverso il safer yosifon, il safer hackhmonì, e numerosi altri scritti, dell'attività medica, filosofica, legislativa e culturale della comunità oritana.  Con l'alto Medioevo, le fonti di natura ecclesiastica si fanno meno certe, e frutto di evidenti quanto grossolani falsi storici. Durante la guerra greco-gotica, Oria fu spesso devastata, come del resto gran parte dell'Italia meridionale. In seguito la città fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi nei pressi del centro abitato città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini. Nel corso del IX-X secolo fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. L'imperatore Ludovico II nel 867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città e ci furono numerose vittime.

Nell'XI secolo si assiste all'ascesa dei Normanni: nel 1062 fu conquistata da Unfredo d'Altavilla. Federico II; il Puer Apuliae ampliò nel 1225 il vecchio maniero normanno che a sua volta poggiava probabilmente su fortificazioni bizantine e forse, andando ancora più indietro nel tempo, messapiche. La città si ribellò a Manfredi, subì l'ennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche all'eroico Tommaso d'Oria. Sotto il dominio degli Angioini, Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata dal condottiero Giacomo Caldora. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.

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Durante l'VIII secolo a.C. Oria comincia la sua evoluzione da abitato "sparso" a città vera e propria: infatti abbiamo una concentrazione probabilmente di capanne sul colle più alto della città, come attestato dalla libera università di Amsterdam. Oria divenne la capitale politica della confederazione messapica, intessendo rapporti sia con centri della Messapia che con città magno-greche. Di particolare interessa risulta il rapporto con la vicina e potente città di Taranto, con la quale il rapporto non era certo dei più pacifici, anche se vi erano periodi di floridi scambi culturali e commerciali. La rivalità dei Messapi con Taranto giunse all'apice nel 473 a.C. quando i Tarantini, uniti ai Reggini si scontrarono con i Messapi. Tale forte conflitto fini con l'indebolire sia i Messapi che i Tarantini. Nel 272 a.C. Taranto e di lì a poco i Messapi finirono nella sfera d'influenza di Roma; Oria non perse però la sua importanza. Nel 88 a.C. divenne municipio romano.

Tra VIII e X secolo, la città di Oria raggiunge il suo massimo splendore culturale. Il suo prestigio e la sua fortuna sono dovuti soprattutto al suo ruolo di città nativa ed in alcuni casi adottiva di numerosi sapienti ebrei, tra i quali il figlio più illustre è dotto di Oria il filosofo e medico Shabbetai Donnolo. Donnolo, grazie al suo sapere e allasua perizia non comune, anticipa l'archiatra, figura tipica del basso medioevo Ahimaaz ben Paltiel e Shabbatai ben Abraham Donnolo hanno lasciato una cospicua documentazione attraverso il safer yosifon, il safer hackhmonì, e numerosi altri scritti, dell'attività medica, filosofica, legislativa e culturale della comunità oritana.  Con l'alto Medioevo, le fonti di natura ecclesiastica si fanno meno certe, e frutto di evidenti quanto grossolani falsi storici. Durante la guerra greco-gotica, Oria fu spesso devastata, come del resto gran parte dell'Italia meridionale. In seguito la città fu un territorio di transizione tra Bizantini e Longobardi nei pressi del centro abitato città doveva trovarsi il cosiddetto limitone dei greci; una sorta di confine tra territori longobardi e bizantini. Nel corso del IX-X secolo fu spesso bersaglio dei Saraceni, che saccheggiarono e distrussero più volte la città. L'imperatore Ludovico II nel 867 si recò in Oria per liberarla dai saraceni; ma gli attacchi non cessarono. Nel 924 i saraceni misero a ferro e fuoco la città e ci furono numerose vittime.

Nell'XI secolo si assiste all'ascesa dei Normanni: nel 1062 fu conquistata da Unfredo d'Altavilla. Federico II; il Puer Apuliae ampliò nel 1225 il vecchio maniero normanno che a sua volta poggiava probabilmente su fortificazioni bizantine e forse, andando ancora più indietro nel tempo, messapiche. La città si ribellò a Manfredi, subì l'ennesimo assedio ma ne fu presto liberata grazie anche all'eroico Tommaso d'Oria. Sotto il dominio degli Angioini, Oria subì un nuovo assedio, nel 1433 venne saccheggiata dal condottiero Giacomo Caldora. Divenne poi feudo degli Orsini Del Balzo.

Alle soglie del 1500 Oria dovette subire nuovi assedi; celebre l'aspra resistenza contro gli spagnoli che assediavano la città, salvata secondo la leggenda dal patrono san Barsanofio e dal valore di tutti i cittadini. Da questo momento in poi la città fu infeudata a diverse famiglie: nel 1572 san Carlo Borromeo alienò il feudo al vescovo di Cassano; per poi passare agli Imperiali di origine genovese. Dopo il XVI secolo comincia anche un lento declino dell'antica città, soprattutto a causa dello sviluppo del borgo di Francavilla Fontana. Nel corso del Settecento a cura di Michele Imperiali vengono restaurati alcuni monumenti della città, tra cui Porta Manfredi.

Nella seconda metà dell'Ottocento, nonostante la propaganda post-unitaria, non mancarono a Oria voci contrastanti l'unità: per citare solo un esempio negli atti di polizia contro associazioni e atti contro lo Stato, figurano parole oltraggianti la persona del re in casa di Luigi Lombardi. Vi sono anche altri atti di presunte riunioni sovversive in cui parteciparono cittadini oritani e dei paesi limitrofi. Il 21 settembre del 1897, la città venne investita da un potente ciclone che danneggiò gran parte dei monumenti antichi.

Durante le guerre mondiali il comune ha versato il suo contributo alla Patria: furono molti infatti gli oritani morti combattendo.

fonte: wikipedia.it

Indirizzo: 
Via Epitaffio
Sito web: 
www.comune.oria.br.it
CAP: 
72024
Prefisso: 
0831
Abitanti: 
15.437
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